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2-3-4 GIUGNO
!!! indimenticabile !!!
Grazie di cuore alle nostre "guide" e "spazzini" che
si sono occupati di tenere insieme il gruppo,
anche con qualche insuccesso.
Spero che in futuro "l'organizzazione" riesca ad avere una maggiore
unità e collaborazione da parte di tutti.
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E chi mai avrebbe pensato che ai primi di Giugno si morisse di freddo!?
A dire il vero, sia io che altri, svegliandoci durante la notte
prima della
partenza avevamo meditato un bel viaggio con l'auto. Il mattino
ci ha sorpresi il sole, seppur con aria fresca.
Così gioiosamente ci siamo avviati all'appuntamento di partenza.
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Venerdì
2
Arrivano
per salutarci anche Serena e Massimo, con l'occhio un pochino
triste di chi vorrebbe aggregarsi ma non può. Alle
08.05 si parte contententi e baldanzosi. Tutto si svolge
come sempre, anche l'incomprensione di alcuni che invece
del Passo Palade deviano prima, ma ci si ritrova a Lana.
Ciana ha telefonato il giorno prima, e sappiamo che il Passo
Rombo è aperto. A me sembra incredibile, perchè
fino a tre anni fa quando l'ho fatto io, la strada era mostruosamente
stretta, con sassi, pecore, capre e senza protezioni.
Qualcuno ventila l'idea di fermarsi in birreria a mangiare
qualcosa, ma poi si decide che è meglio procedere
finchè il sole ci accompagna.
Passiamo Merano ed imbocchiamo la strada per il Giovo che
poi devia a sinistra per il Rombo. Gradevolissima sorpresa:
la strada è stata allargata e munita di muretti protettivi;
oltre a ciò sono stati ampliati anche i tornanti,
per cui anche incrociando altri veicoli si hanno buone possibilità
di sopravvivenza. In prossimità del passo si cominciano
a vedere macchie di neve a lato della strada. Fermata
per foto prima della galleria, e poi via verso il versante
Austriaco, dove, oltre il pedaggio da pagare (11 Euro per
moto) , troviamo il tempo cupo e nevischioso. Scendiamo
velocemente e ci fermiamo per rifocillarci verso la fine
della discesa.
La maggior parte di noi ha un freddo cane, e Ciana distribuisce
guanti e sottocaschi al gruppo di ghiaccioli che ha intorno.
Non nevica molto, non tanto da imbiancare la strada, ma
la cosa può dare indicazioni sulla temperatura del
posto. Mangiamo noi e poi ristoriamo con benzina fresca
anche le nostre cavalcature, indi ci avviamo verso Innsbruck.
Ad una breve fermata per accertamenti stradali, il gruppo
si inceppa, il capocolonna strombazza e si avvia (con me
al seguito) ed il resto rimane presumibilmente sul posto.
Avvio lento, fermate telefonate, ma ci si riunisce solo
in albergo.
Almeno dentro ci si riabilita: c'è la sauna pronta
e la piscina riscaldata.
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Sabato
3
Non sembra proprio la migliore delle giornate, aprendo
l'occhio si nota che sta piovigginando.Ci si mette la tuta
antipioggia tra grandi sforzi e qualche parolaccia. La prima
parte del tragitto sarà in autostrada. Sembra non
piovere molto e la nostra corsia è libera mentre
dall'altra parte e c'è una fila chilometrica. Uscita,
pausa caffè e solita confabulatio tra chi vuol andare
avanti come da programma e chi vuole accorciare il percorso.
Alla fine si va tutti verso Berchtesgaden.
Arriviamo in paese, ci fermiamo un attimo per decidere il
da farsi, poi ci avviamo verso la zona "nido d'aquila"
ove si strova la solita barriera per il pagamento d'accesso.
Altri 3,50 Euro, ci contiamo e siamo in 11 moto: i soliti
misteri. Proseguiamo verso l'alto ed ai 1.500 metri facciamo
assaggiare la neve alle nostre ruote; le nuvole sono appena
sopra di noi e la neve tutta intorno. Grande entusiasmo
per il nostro successo (quale?) ma girando lo sguardo quel
che dovrebbe essesre un panorama esaltante non si mostra
affatto. Torniamo indietro di qualche centinaio di metri,
dove abbiamo visto il cartello di un ristorante. Meno male
è aperto. Parcheggio, foto veloce e poi entriamo
tutti intirizziti per cercare di assorbire qualche caloria.Chiamiamo
i "dispersi" con i cellulari e dopo molti insuccessi
(evidentemente la rete tedesca si fa desiderare) finalmente
riusciamo a dare la nostra posizione.Impossibile
visitare il Nido D'aquila, residenza di Adolfino, pare ci
sia la strada chiusa dalla solita neve.
Abbiamo appena incominciato a muovere le mascelle che arriva
la telefonata di Anton dall'albergo di Dollach che ci annuncia
della chiusura del passo per il Grossglockner......(*@*+++*
serie di parolacce) I nostri "Franchi" si mettono
al tavolo con cartina e satellitare per decidere il percorso
alternativo. Chi si aspettava una cosa simile a Giugno????
Dovendo evitare passi e possibilmente lunghi percorsi autostradali
non rimane che l'alternativa di un passaggio verso sud su
treno. Proveremo anche questa.
Arriviamo con largo anticipo sulla presunta chiusura della
stazione, allo sportello per entrare....però l'impiegato
ci guarda,impreca nella sua linguaccia, chiude lo sportello
e se ne va brontolando al nostro indirizzo. Che abbia bevuto
troppo? Sapeva puzza d'alcool !
Per fortuna il nostro Franz è di lingua tedesca,
per cui ci spiega che in loco sono senza cinghie per legare
le moto e che quindi le faranno arrivare dall'altra stazione
al ritorno del treno. Meno male che le cose erano così,
il pensiero di un ulteriore allungamento della strada ci
faceva rabbrividire. Il freddo era piuttosto intenso, accompagnato
dall'umidità della solita mezza pioggerella.
Finalmente arriva il treno, ci consegnano le cinghie e imbarchiamo
le moto.Almeno questa è andata.
Poco più in là del passaggio del tunnel il
tempo ha mostrato un netto miglioramento, c'erano anche
molti squarci di sereno e la temperatura ci sembrò
gradevolissima. Il sorriso era tornato sulle nostre facce
ed i cavalli cominciarono a scalpitare e lanciarsi finalmente
a piena potenza...che goduria.
C'è sembrato un attimo arrivare in albergo.
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Domenica 4
Evidentemente
siamo sul versante buono perchè cade solo qualche
goccia e verso sud il cielo sembra più chiaro. Procediamo
verso il passo Staller, quello aperto 15 minuti per ora
su ogni versante. Il passo segna il confine tra l'Austria
e l'Italia; la strada dalla parte austriaca è piuttosto
ampia mentre sul versante italiano è strettina, se
non ci fosse questa alternanza di tempi sarebbe veramente
difficile passare incrociando altri mezzi.Scendiamo
quindi per la valle di Anterselva, risaliamo verso il Passo
Furcia, Falzarego, Cencenighe. Qui ci aspettano Massimo
e Serena che ci hanno trovato una saletta dove mangiare
e vedere il Moto GP al Mugello. Vince Valentino.
Soddisfatti ci avviamo verso casa, in tre gruppi: quelli
che devono arrivare presto, quelli che preferiscono strade
più rilassanti, quelli che ancora non ne hanno abbastanza
e vogliono fare ancora alcune pieghe.
Nonostante il maltempo ce la siamo spassata.
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